Il Progetto Educativo di Gea & Demos

I gruppi appartamento GEA e DEMOS accolgono minori stranieri non accompagnati, i quali necessitano non solo di una soluzione abitativa e di tutela in quanto minorenni sprovvisti di figure genitoriali sul territorio, ma anche di iniziare un progetto di integrazione linguistica e culturale sul territorio. Le strutture sono situate in pieno centro città, quindi in grado di offrire maggiori servizi e di favorire la socializzazione dei minori.

L'accoglienza organizzata in piccoli gruppi (massimo 9 accolti per struttura) ha come obiettivo il ricreare per il minore una situazione comunitaria di tipo familiare, in cui il ritmo di vita richiami quello di una famiglia e funga da esempio per un corretto modo di convivere tra pari. Il tutto nell'ottica di un futuro in cui questi ragazzi, senza contesti familiari sul territorio, possano trovare soluzioni abitative di convivenza con altri pari, richiamando inoltre il progetto di accoglienza diffusa ampiamente sperimentato nella regione Friuli Venezia Giulia con i richiedenti asilo politico.

Il lavoro di sostegno al percorso educativo si caratterizza per l'intreccio di due metodologie particolari: il progetto educativo individuale e la mediazione linguistico-culturale, entrambi indispensabili per garantire il diritto alla partecipazione attiva e alla strutturazione partecipata del proprio percorso di inserimento e di emancipazione.

Dopo un periodo di osservazione e conoscenza, viene predisposto il Progetto Educativo Individuale, che nel definire risorse e criticità, indica il raggiungimento degli obiettivi in breve, medio e lungo termine, la rete dei servizi coinvolti, le risorse da attivare sul territorio e la modalità di verifica del progetto.

Nello specifico vengono presi in considerazione i seguenti aspetti:

  • l’area comportamentale:

partecipazione alle routine quotidiane

grado di autonomia personale e sociale

  • l’area affettivo relazionale:

relazione con i pari

relazioni con gli adulti

  • l’area dell’istruzione di partenza e lo sviluppo delle competenze preesistenti

  • l’area delle vulnerabilità: di origine fisica (stato di salute), di origine mentale (grado di elaborazione del distacco/perdita del contesto familiare)

  • l'area culturale (paese di provenienza e relativa situazione geopolitica, religione, lingua)

 

La funzione della mediazione linguistico culturale è quella di sostenere e facilitare l'accoglienza, risolvendo le difficoltà comunicative, fornendo informazioni sui riferimenti legislativi e sui modelli educativi e culturali, intervenendo in situazioni di crisi, e di valorizzare la cultura di provenienza.

Inoltre, le relazioni con i ragazzi sono centrate su atteggiamenti non giudicanti, disponibili ad accogliere l'altro nella sua complessità, facendosi carico dei limiti e valorizzando le risorse.

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