ASSISTENTE SOCIALE:

La prima definizione ufficiale di assistente sociale in Italia è stata quella elaborata, anche sulla scorta del dibattito internazionale, dalla "Commissione nazionale di studio per la definizione dei profili professionali e dei requisiti di formazione degli operatori sociali", istituita nel 1982 dal Ministero dell'Interno e poi pubblicata nel 1984: "L'Assistente Sociale è un operatore sociale che, agendo secondo i principi, le conoscenze e i metodi specifici della professione, svolge la propria attività nell'ambito del sistema organizzato delle risorse messe a disposizione dalla comunità, a favore di individui, gruppi e famiglie, per prevenire e risolvere situazioni di bisogno, aiutando l'utenza nell'uso personale e sociale di tali risorse, organizzando e promuovendo prestazioni e servizi per una maggiore rispondenza degli stessi alle particolari situazioni di bisogno e alle esigenze di autonomia e responsabilità delle persone, valorizzando a questo scopo tutte le risorse della comunità".

 

BURN OUT:

Il burnout è generalmente definito come una sindrome di esaurimento emozionale, di spersonalizzazione e riduzione delle capacità personali che può presentarsi in persone che, per professione, sono a contatto e si prendono cura degli altri. Generalmente nasce da un deterioramento che influenza valori, dignità, spirito e volontà delle persone colpite, provocando perdita di interesse da parte dall’operatore verso le persone con le quali svolge la propria attività (pazienti, assistiti, clienti, utenti, ecc).

 

CYBERBULLISMO:

Si può definire cyberbullismo l’uso delle nuove tecnologie per intimorire, molestare, mettere in imbarazzo, far sentire a disagio o escludere altre persone, utilizzando diverse modalità offerte dai nuovi media soprattutto social network (Facebook, Twitter…), chat sincrone, forum online, ma anche telefonate e messaggi.

Le modalità specifiche con cui i ragazzi realizzano atti di cyberbullismo sono molte. Alcuni esempi sono:

  • pettegolezzi diffusi attraverso messaggi sui cellulari, mail, social network;

  • postando o inoltrando informazioni, immagini o video imbarazzanti (incluse quelle false);

  • rubando l’identità e il profilo di altri, o costruendone di falsi, al fine di mettere in imbarazzo o danneggiare la reputazione della vittima;

  • insultando o deridendo la vittima attraverso messaggi sul cellulare, mail, social network, blog o altri media;

  • facendo minacce fisiche alla vittima attraverso un qualsiasi media.

 

Queste aggressioni possono far seguito a episodi di bullismo (scolastico o più in generale nei luoghi di aggregazione dei ragazzi) o essere comportamenti solo online.

 

DEVIANZA MINORILE:

La condizione di devianza riguarda quelle condotte che «pur allontanandosi dalla norma sociale, non configurano ancora reato»; le sue manifestazioni più diffuse vanno dall’abbandono scolastico, la fuga da casa e la frequentazione di gruppi dalla condotta irregolare, all’abuso di sostanze stupefacenti e alcool, fino alla messa in atto di condotte violente ed atti improntati alla prevaricazione e all’aggressività agita su altre persone o beni materiali.

 

ÉQUIPE:

Gruppo di persone che perseguono un fine comune o collaborano nello stesso settore di attività, anche intellettuale; LAVORO DI EQUIPE: condotto da un gruppo che comprende esperti in varie discipline o in diversi rami di una disciplina. 

 

ISTRUZIONE PARENTALE:

si tratta dell'educazione tenuta in casa dagli stessi genitori o da tutor.  Molti sono i motivi che spingono le famiglie a provvedere diversamente ad istruire la prole, primo tra tutti quello etico/morale e pedagogico: una educazione sostenibile, che va incontro ai tempi del bambino, non uniformandolo agli altri e mantenendo la sua unicità e peculiarità. Ogni anno, alla fine dell’anno scolastico, sono previsti gli esami per passare alla classe successiva. In questo modo i bambini imparano i concetti basilari o più complessi attraverso una istruzione rispettosa di tempi e peculiarità di ciascuno.

 

MEDIATORE LINGUISTICO-CULTURALE:

Il mediatore linguistico-culturale facilita l’inserimento dei cittadini stranieri immigrati, in ambito scolastico, della sanità, del lavoro, del terziario, della giustizia, agendo nel rispetto della neutralità, dell’equidistanza tra istituzione e utente.

Possiede un’ottima padronanza di una o di più lingue estere ed ha una conoscenza dei Paesi di cui è incaricato. Può operare come lavoratore dipendente oppure come professionista in vari ambiti: aiuto sociale, ospedali, scuole, aziende, tribunali.

Funge, dunque, da ponte-anello di congiunzione tra gli stranieri immigrati e gli operatori delle istituzioni della società di accoglienza, favorendo così la conoscenza reciproca, prevenendo gli eventuali conflitti tra le parti e facilitando la comunicazione e l’integrazione.

 

MESSA ALLA PROVA (SOSPENSIONE DEL PROCESSO):

Con tale provvedimento il processo viene sospeso e il minore viene affidato ai servizi minorili dell'amministrazione della giustizia che, anche in collaborazione con i servizi socio-assistenziali degli enti locali, svolgono nei suoi confronti attività di osservazione, sostegno e controllo.

Molto importanti sono le caratteristiche di personalità del ragazzo che inducono a ritenere possibile il suo recupero, attraverso la mobilitazione delle sue risorse personali e di idonee risorse ambientali; è proprio sulla base di queste risorse che i servizi sociali elaborano il progetto di messa alla prova, che deve necessariamente essere accettato e condiviso da ragazzo.

In una personalità in crescita, quale è quella del minorenne, il singolo atto trasgressivo non può essere considerato indicativo di una scelta di vita deviante. Il provvedimento tende pertanto a non interrompere i processi di crescita del ragazzo, puntando al suo recupero sociale, considerato più probabile nel contesto sociale e familiare; la detenzione, al contrario, ne comporterebbe l'isolamento.

L'ordinanza di sospensione può anche contenere prescrizioni dirette a riparare le conseguenze del reato e a promuovere la conciliazione con la persona offesa dal reato. La possibilità di prescrizioni relative alla riparazione-conciliazione induce il minore a prendere coscienza del significato del reato e promuove l'avvio del processo di responsabilizzazione.

 

MISURA CAUTELARE:

Le misure cautelari sono dei provvedimenti urgenti emessi nel periodo intercorrente tra l'inizio del procedimento penale e l'emanazione della sentenza. Vengono adottati dall'autorità giudiziaria per evitare che si verifichino alcuni pericoli: 1) difficoltà nell'accertamento del reato; 2) difficoltà nell'esecuzione della sentenza; 3) possibilità che vengano compiuti altri reati o che si aggravino le conseguenze di un reato.

Sono provvedimenti immediatamente esecutivi, sebbene provvisori, in quanto oltre a venir meno con l'emissione della sentenza definitiva, possono essere revocate o modificate.

 

PEER EDUCATION:

Peer education è "la comunicazione fra coetaneo e coetaneo" ed indica l'influenza formativa, reciproca e continua, esercitata tra persone che appartengono al medesimo gruppo. La Peer education può essere usata in molti contesti, come approccio metodologico volto a rendere i ragazzi protagonisti del processo formativo. I giovani, in quanto promotori di apprendimento e di cambiamento di atteggiamenti nei confronti dei loro coetanei, vengono considerati "esperti" in determinati argomenti.

 

PIANO DI ZONA:

Il Piano di zona è l'occasione offerta alle comunità locali per leggere, valutare, programmare e guidare il proprio sviluppo e va visto e realizzato come piano regolatore del funzionamento dei servizi alle persone. In particolare, il Piano di zona è lo strumento promosso dai diversi soggetti istituzionali e comunitari per:

  • analizzare i bisogni e i problemi della popolazione sotto il profilo qualitativo e quantitativo;

  • riconoscere e mobilitare le risorse professionali, personali, strutturali, economiche pubbliche, private (profit e non profit ) e del Volontariato;

  • definire obiettivi e priorità, nel triennio di durata del piano attorno a cui finalizzare le risorse;

  • individuare le unità d'offerta e le forme organizzative congrue, nel rispetto dei vincoli normativi e delle specificità e caratteristiche proprie delle singole comunità locali;

  • stabilire forme e modalità gestionali atte a garantire approcci integrati e interventi connotati in termini di efficacia, efficienza ed economicità;

  • prevedere sistemi, modalità, responsabilità e tempi per la verifica e la valutazione dei programmi e dei servizi.

PROGETTO EDUCATIVO INDIVIDUALE:

Si tratta di uno strumento operativo che si colloca all’interno del più complessivo progetto di intervento, nei confronti del minore e della sua famiglia (progetto quadro) definito dal servizio territoriale titolare.

Il PEI viene elaborato, nella sua forma completa, entro due mesi dall’ingresso del minore in comunità. Viene definito dopo una prima fase focalizzata sulla prima accoglienza, che comporta una attenta osservazione del disagio o disturbo del minore, del suo vissuto, delle sue modalità di relazione e l’acquisizione di tutte le informazioni utili per svolgere il ruolo educativo.

Il PEI viene definito e realizzato dalla comunità, in stretto raccordo con gli operatori dei servizi territoriali, nell’ambito dei tempi di permanenza previsti nel progetto quadro definito dai servizi. Esso descrive le modalità per:

  • Aiutare il minore a cogliere il senso della esperienza che sta vivendo all’interno della Comunità, in una prospettiva evolutiva, mirata a rassicurargli una situazione familiare stabile e serena;

  • Curare l’integrazione del minore nel nuovo contesto sociale di riferimento aiutandolo a strutturare relazioni positive con gli altri ospiti e con i coetanei, nonché con gli adulti della Comunità;

  • Sollecitare l’acquisizione delle autonomie e la cura nella gestione della persona e delle cose;

  • Promuovere e sostenere l’autostima;

  • Supportare l’integrazione in ambito scolastico, formativo, lavorativo ed extrascolastico (entro un mese dall’ingresso della minore in comunità si richiede l’inserimento scolastico o lavorativo: per esempio borsa-lavoro);

  • Concordare con i Servizi Sociali e Sanitari competenti le modalità di rapporto degli ospiti con la propria famiglia assicurando loro adeguato sostegno e tutela;

  • Assicurare il sostegno morale ed educativo negli eventuali percorsi giudiziari;

  • Definire con i servizi territoriali ed in conformità con quanto eventualmente disposto dal Tribunale per i minorenni, le modalità e i tempi degli incontri e dei contatti con la famiglia di origine;

  • Stabilire verifiche con i servizi sociali a cadenza massimo bimestrale

 

PROGETTO QUADRO:

Il progetto quadro rappresenta il primo passo indispensabile nella presa in carico del minore. Viene concordato tra l’assistente sociale del Servizio inviante e l’equipe educativa della Cooperativa accogliente.

In esso vengono stabiliti i seguenti elementi essenziali:

  • Gli obiettivi del progetto (rientro in famiglia, inserimento in famiglia affidataria,…)

  • Le modalità di realizzazione degli stessi

  • I tempi previsti per la realizzazione

  • La valutazione in itinere e le verifiche periodiche.

 

PRONTA ACCOGLIENZA:

Per pronta accoglienza si intende il servizio residenziale (comunità) di pronto intervento per l'accoglienza di utenti, (minori, immigrati, senza fissa dimora, tossicodipendenti,...), che vivono in situazioni di emergenza., che si trovano in bisogno immediato e temporaneo di ospitalità.

L'obiettivo del servizio è di fornire soluzioni immediate ai bisogni urgenti di alloggio, vitto e tutela, derivanti dal verificarsi di circostanze impreviste.

La finalità è quella di dare un supporto alla persona fino alla soluzione della criticità relativa all'emergenza, oppure di adoperarsi per trovare alternative di inserimento in strutture che supportino la persona nel suo percorso di recupero e/o di acquisizione della capacità di autonomia e di autogestione della propria condizione personale.

 

PROVVEDIMENTO o PROCEDIMENTO PENALE:

Il procedimento penale inizia con la notizia di reato che può arrivare al Procuratore o tramite Polizia Giudiziaria o tramite querela o esposto da parte di privati cittadini.

È la successione degli atti, avviato dall'autorità giudiziaria italiana, che conduce dall'iscrizione della notizia di reato alla pronuncia di un provvedimento conclusivo da parte del giudice.

SERVIZIO SOCIALE:

I servizi sociali erogano una serie di attività al fine di garantire cura, assistenza e aiuto alle famiglie e alle persone bisognose di assistenza: bambini, anziani, disabili, utenti con problemi di dipendenza, immigrati, ecc. Nei servizi sociali sono comprese tutte le attività ed i servizi che vogliono aiutare le persone a superare le situazioni di bisogno e di difficoltà che si incontrano durante la vita. Le singole prestazioni sono definite a livello locale, nell'ambito dei programmi per le politiche sociali.

Le iniziative promosse in questo settore riguardano la prima accoglienza, la prevenzione del disagio, l’assistenza in situazioni di disadattamento e il reinserimento sociale attraverso il lavoro e la creazione di centri di supporto personale. I servizi previsti possono essere sia a carattere localizzato, come nel caso di strutture diurne, che non localizzato, come nel caso di interventi su strutture e/o associazioni territoriali.

 

TURNO IN “QUINTA”:

Turno che si articola in cinque giornate lavorative ed è caratterizzato dalla sequenza: mattino – pomeriggio – notte – smonto notte – riposo.

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